Mosca rivela ...
le cifre ufficiali confermano la
Russia come primo produttore mondiale di gemme grezze.
Nella prima metà dell'anno la Russia ha prodotto 17.763 milioni di carati di diamanti grezzi
per 948 milioni di dollari.
Nell'intero 2003 erano 33.019 mln di kt per 1.676 mld di $. E' una
raffica di cifre e di statistiche quella che ieri 23/12/2004 ha tolto il velo, per la prima volta, da un
tesoro finora coperto dal segreto di Stato.
Il ministro russo dell Finanze era tenuto a farlo per rispettare gli impegni assunti con la
ratifica del Kimberley Process, il patto voluto dalle Nazioni Unite per evitare che le vendite
illegali di diamanti siano il veicolo per finanziare i movimenti guerriglieri dell'Africa e del mondo.
La Russia nel 2003 è il primo produttore di diamanti grezzi in volume -si legge nel comunicato- ed è al
secondo posto in valore, alle spalle del Botswana.
L'Angola ha conferito al monopolio statale diamantifero russo ALROSA il diritto di vendere sui
mercati internazionali i diamanti estratti dalle miniere del Paese Africano. Secondo notizie ufficiali
sono stati spedite ad Anversa (Belgio) gemme per 22 milioni di dollari come prima transazione di questo tipo.
Fonte: Il Sole 24ore.
del 29/03/2005
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Quanto all'export, è seconda dopo la Ue in volume e settima in valore.
Il dato risente dell'accordo che legava il monopolista diamantifero russo Alrosa e la londinese
Diamond Trading Company, "braccio" della sudafricana De Beers: il patto prevedeva che De Beers
rilevasse ogni anno da Alrosa pietre grezze per 800 mln $.
L'export russo nei dati ministeriali è stato nel 2003 di 37,831 mln di carati per 883,4 mln $
e nei primi nove mesi del 2004 le cifre sono arrivate a 23,623 mln kt e 826,37 mln $.
C'è da segnalare che nel 2003 sono stati importati più di 33 mila carati per 18,3 mln $.
Il prezzo medio delle gemme importate -nota il comunicato- è dieci volte superiore a quello
dell'export, a dimostrazione che i centri di taglio russi lavorano pietre grandi e costose.
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Nei prossimi 5 anni il colosso diamantifero russo, alrosa, investirá
mezzo miliardo di dollari nella prospezione geologia e nella messa in
funzione dei nuovi giacimenti. Altrimenti per i prossimi dieci anni
la produzione potrebbe scendere del 50% circa. Alrosa intende
approfondire le ricerce in Carelia e Arkhangelo, due regioni situate
nel Nord-Ovest. Si stima che tale investimento dovrebbe garantire
un output medio annuo di circa 1,6 miliardi di dollari contro i 3,1
miliardi di dollari prodotti nel 2005.
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Il commento lascia capire che in futuro Mosca valorizzerà la lavorazione delle pietre in loco.
Invece De Beers, che controlla il 50% delle pietre grezze mondiali, dovrà ridurre gradualmente
la quota acquistata da Alrosa per evitare guai con le auturità antitrust europee.
E dovrà così accellerare l'apertura di miniere proprie. Ma potrà contare fino al 2029 sulle ricchissime miniere del
Botswana grazie al recentissimo rinnovo dell'accordo con il Governo di questo Paese.
Fonte: Il Sole 24ore.
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